Il defibrillatore

Il defibrillatore

Il defibrillatore è un apparecchio elettromedicale destinato ad erogare  un impulso elettrico per curare alcune disfunzioni cardiache quali la fibrillazione ventricolare. L’energia viene trasmessa al paziente mediante elettrodi applicati o sulla pelle (elettrodi esterni) o direttamente  sul cuore (elettrodi interi). Gli elettrodi di tipo esterno posso essere posizionati entrambi sul petto o sul petto e sul dorso. Alcuni defibrillatori dispongono di monitor sul quale visualizzare l’attività elettrica del cuore.

I defibrillatori hanno generalmente due modi di utilizzo. Nell’utilizzo istantaneo (rianimazione) l’erogazione dell’impulso dipende esclusivamente dalla decisione dell’operatore. Nel caso di utilizzo sincrono o cardioversione, la scarica efficace dipende da un impulso sincrono derivato dal complesso QRS. Questo consente l’erogazione dell’impulso in un’istante determinato del ciclo cardiaco, evitando l’erogazione in un periodo vulnerabile.

Tipi di defibrillatori

In commercio esistono, sostanzialmente, due tipi di defibrillatori: manuali e automatici.

Nei primi è l’operatore a selezionare la potenza dell’impulso e la successiva erogazione. Dispongono di elettrodi dai quali è possibile liberare l’impulso elettrico attraverso dei pulsanti posti sulla parte superiore. L’apparecchio deve essere utilizzato esclusivamente da personale medico addestrato. 

Nei defibrillatori semiautomatici (DAE), invece, l’analisi dell’attività cardiaca è affidata al defibrillatore, il quale, in caso di forma d’onda defibrillabile, consentirà l’erogazione dell’impulso. Sono dotati di piastre adesive monouso e posso essere utilizzati da personale paramedico e non.

 

Rischi per l’operatore

I defibrillatori sono progettati per erogare quantità significative di energia. Alcuni modelli possono erogare tensioni di oltre 5000 volt e energie di 360j, quindi sono strumenti potenzialmente letali se non utilizzati adeguatamente.

Ci possono essere rischi di elettrocuzione per il personale:

  • avente origine dagli elettrodi per la defibrillazione verso l’operatore a causa per esempio della presenza di pasta conduttrice sulle mani dell’operatore;
  • dovuti a un contatto con il paziente mentre si effettua la defibrillazione;
  • dovuti al contatto con un’altra apparecchiatura ad esempio il telaio del letto.

Rischi di ustione per il paziente

Si può verificare occasionalmente un’ustione sul punto di applicazione degli elettrodi per la defibrillazione. Questo può essere dovuto:

  • quantità insufficiente di pasta elettroconduttrice;
  • quantità eccessiva di pasta conduttrice;
  • uso di una pasta a bassa conduttività (gelatine lubrificanti o gel per ultrasuoni);
  • essiccamento della pasta conduttrice (ad esempio quando si effettuano ripetute defibrillazioni per un lungo periodo di tempo);
  • contatto non completo con gli elettrodi del defibrillatore.

 Preparazione alla scarica 

Per evitare uno o più rischi succitati, si dovrebbero eseguire le indicazioni qui sotto riportate:

  • per quanto possibile, posizionare il soccorso su superfici isolanti, evitare che il paziente tocchi parti in metallo ad esempio letti degenza, tavoli operatori ecc;
  • evitare il contatto diretto e indiretto con il soccorso;
  • applicare la pasta conduttiva solamente sugli elettrodi o sul petto del paziente;
  • se la pelle del paziente viene pulita con dei prodotti detergenti prima della scarica, questi agenti pulenti devono essere asciugati prima dell’erogazione dell’impulso;
  • per quanto possibile, evitare ambienti ricchi di ossigeno, rimuovere eventuali linee che portano ossigeno al paziente;
  • la ventilazione dell’assistito deve essere interrotta durante l’erogazione dell’impulso, onde evitare un contatto con il paziente.

Procedura per la defibrillazione esterna (defibrillatore manuale)

  •  accendere il defibrillatore in modalità defibrillazione;
  • per definire la potenza da utilizzare, bisognerà tener conto della condizione del paziente e del peso;
  • gli elettrodi del defibrillatore devono essere posizionati sul petto del paziente, uno sull’apice del cuore e uno sullo sterno;
  • avviare la carica attraverso il pulsante posto solitamente sull’elettrodo dell’apice;
  • dopo aver dato un chiaro avvertimento, l’operatore avvierà la scarica;
  • ad ogni ripetizione, controllare che la quantità di pasta conduttrice sia sufficiente a ricoprire la superficie degli elettrodi.

Procedura per la defibrillazione esterna (defibrillatore DAE)

I defibrillatori semiautomatici sono dotati di una voce registrata che guida l’operatore durante la procedura di soccorso. Acceso il defibrillatore,  il messaggio vocale ordina al soccorritore di applicare gli elettrodi sul torace del paziente. Collegati gli elettrodi, il DAE avvierà l’analisi del ritmo cardiaco, per evitare disturbi ed interferenze, si ordina a tutti i presenti di allontanarsi. Se il DAE riconosce un ritmo defibrillabile consentirà l’erogazione dell’impulso elettrico. Lo shock si libera a seguito della pressione del pulsante, solitamente di colore giallo con luce lampeggiante, posto nella parte superiore del defibrillatore. Una volta terminata la procedura di soccorso, sostituire gli elettrodi ed eventualmente la batteria se scarica.

Manutenzione dopo l’uso

Prima di effettuare le procedure di disinfezione assicurarsi che lo strumento sia spento e che tra gli elettrodi non ci sia alta tensione. Il defibrillatore quindi deve essere scollegato dalla rete elettrica.

  • gli elettrodi del defibrillatore devono essere ripuliti dalla pasta conduttrice (attenersi alle istruzioni d’uso);
  • ispezionare tutti i cavi e gli elettrodi del defibrillatore, assicurarsi della loro integrità;
  • per i defibrillatori che utilizzano batterie ricaricabili, avviare la procedura di ricarica batteria;
  • annotare eventuali anomalie durante il funzionamento, quindi contattare il servizio di assistenza tecnica.

Manutenzione preventiva

L’operatore non ha tempo di verificare il corretto funzionamento del defibrillatore prima dell’uso, quindi è importantissima la manutenzione preventiva per assicurare la massima efficienza del defibrillatore. Il programma di manutenzione si può dividere in due livelli:

  • Primo livello – manutenzione preventiva eseguita dall’operatore, consiste in un esame a vista del defibrillatore e di tutti gli accessori, e se possibile di piccole prove funzionali utilizzando lo stesso defibrillatore.
  • Secondo livello – manutenzione preventiva eseguita da personale qualificato, consiste in una serie di verifiche funzionali e nella misura di parametri importanti per la sicurezza dell’operatore e dell’assistito.

Verifiche qualitative

Un altro importate fattore è la precisione e la qualità dell’impulso erogato dal defibrillatore. Queste verifiche devono essere effettuate periodicamente da ditte specializzate che, grazie a particolari strumenti di misura, verificano l’effettiva efficacia della scarica.

 

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